Salta l'intestazione
PercorsoPilota
Percorso

Percorso semi-professionista: A2, drone C2 e i primi lavori in 7 tappe

Questo percorso comincia dove finisce quello hobbista e si regge su una domanda sola: quanto ti avvicini alle persone. Finché lavori lontano da tutto, l'attestato base ti basta. Nel momento in cui il committente ti chiede di riprendere una casa in un quartiere abitato, servono un titolo in più e un drone diverso, e le due cose vanno insieme.

tappe7durata12-18 mesi
Strada di campagna che porta verso un crinale lontano, con un furgone e una figura piccola

Sette tappe, dodici o diciotto mesi se le percorri con calma mentre fai altro. Le cifre indicate sono indicative e rilevate per il 2026: verifica le tariffe correnti prima di impegnarti.

  1. Tappa 1

    Verifica se l'A2 ti serve davvero

    tempomezz'ora di analisi onestacostozerodocumentonessuno

    L'attestato A2 serve a una cosa sola: volare vicino a persone non coinvolte con un drone di classe C2. Se il tuo lavoro è fatto di panoramiche su campi aperti, capannoni isolati e cave, la sottocategoria A3 ti basta e l'A2 è una spesa senza ritorno.

    Se invece devi riprendere una villetta in un quartiere abitato, un cantiere lungo una strada o un evento in un cortile, senza A2 e senza mezzo adeguato non ci arrivi. Fai la lista dei cinque lavori che vorresti accettare nei prossimi dodici mesi e guardali uno per uno: quanti stanno a meno di 150 metri da aree residenziali? Se sono almeno due, hai la risposta.

  2. Tappa 2

    Conquista l'attestato A2

    tempoalmeno 15 giorni dopo l'A1/A3, più l'attesa della sessionecosto31 euro, cinque tentativi inclusidocumentocertificato di competenza pilota remoto A2, valido 5 anni

    Tre condizioni, in ordine. Devi già possedere un attestato A1/A3 rilasciato da uno Stato dell'area EASA. Devono essere passati almeno quindici giorni dal suo conseguimento. Devi autodichiarare di avere svolto l'addestramento pratico in autoformazione, condotto in condizioni operative della sottocategoria A3 secondo il Reg. (UE) 2020/639.

    L'esame non si fa da casa: si sostiene presso una Entità Riconosciuta autorizzata dall'ENAC, in sessioni programmate durante la giornata, mentre iscrizione e pagamento passano dal portale ENAC. Sono 30 domande in 60 minuti, due punti per ogni risposta esatta e nessuna penalità per gli errori: servono 45 punti su 60. Requisiti e prova sono descritti in requisiti e prova d'esame dell'attestato A2.

  3. Tappa 3

    Metti in linea un drone di classe C2

    tempoil tempo di un acquisto ragionatocostola voce più pesante del percorsodocumentoetichetta di classe C2 e dichiarazione di conformità

    L'attestato da solo non ti abilita a nulla di nuovo: la sottocategoria A2 richiede un drone marcato C2, sotto i 4 chilogrammi, con identificazione remota diretta, geo-awareness e soprattutto la modalità a bassa velocità che limita il mezzo a 3 metri al secondo. Quella modalità non è un'impostazione che puoi attivare su un drone qualsiasi: è un requisito tecnico della classe.

    È qui che molti si fermano, perché scoprono che il drone comprato tre anni fa, privo di marcatura, resta confinato in A3 qualunque attestato abbiano in tasca. Controlla l'etichetta fisica sul mezzo e la dichiarazione di conformità, non la scheda commerciale: che cosa distingue un drone di classe C2 entra nel dettaglio.

  4. Tappa 4

    Allena le distanze finché diventano istinto

    tempocinque o sei uscite dedicatecostozerodocumentoappunti di volo

    In A2 la regola è trenta metri in orizzontale dalle persone non coinvolte, che scendono a cinque solo con la modalità a bassa velocità attiva. Detta così sembra facile; in campo è tutt'altro, perché trenta metri visti da terra con il drone a quaranta di quota non somigliano a trenta metri sulla mappa.

    Allenati misurando davvero: pianta due riferimenti a distanza nota e volaci intorno finché l'occhio si tara. Ricorda chi è persona non coinvolta: il tuo assistente no, il passante sì. E ricorda che il divieto di sorvolo degli assembramenti non ammette eccezioni in nessuna sottocategoria e per nessuna classe, neanche per un mezzo sotto i 250 grammi.

  5. Tappa 5

    Costruisci il portfolio prima di cercare clienti

    tempodue o tre mesi di lavoro non pagatocostotempo, spostamenti, spazio di archiviazionedocumentotre casi finiti, non trenta clip

    Nessuno compra ore di volo. Si comprano risultati finiti: un video di due minuti montato e sonorizzato, una serie di scatti coerenti per un annuncio immobiliare, un confronto prima-dopo di un tetto. Scegli tre soggetti che puoi riprendere legalmente e senza chiedere permessi complicati, e portali fino in fondo, montaggio e correzione colore compresi.

    Tre casi completi valgono più di trenta spezzoni grezzi. Cura anche il fuori campo: liberatorie dove servono, rispetto della riservatezza di chi abita intorno, nessuna ripresa insistita su finestre e ingressi. Il drone con la camera è a tutti gli effetti uno strumento di trattamento di dati personali quando riprende persone identificabili, e l'esenzione per uso personale decade nel momento in cui pubblichi.

  6. Tappa 6

    Trova i primi committenti

    temposei mesi per capire chi pagacostoquasi solo tempodocumentopreventivi scritti

    I primi lavori arrivano quasi sempre da chi già ti conosce e da chi ha un problema concreto: un'agenzia immobiliare che non riesce a far vedere il giardino, un'azienda agricola che vuole documentare un impianto, un ristoratore che rifà il sito. Presentati come chi risolve quel problema, non come chi possiede un drone.

    Metti per iscritto che cosa consegni, in quale formato, entro quando e che cosa succede se il meteo salta la data: è la clausola che ti eviterà la prima discussione. Sulle tariffe muoviti con prudenza, perché le rilevazioni pubbliche vengono da listini di singoli operatori e non sono un valore di mercato. Il tema è affrontato in come arrivano i primi clienti.

  7. Tappa 7

    Apri la partita IVA quando c'è un ricavo, non prima

    tempouna settimana con il commercialistacostoadempimenti annuali ricorrentidocumentoposizione fiscale e polizza per uso professionale

    La normativa aeronautica non dice niente sul fisco: sono due mondi separati. Ma un'attività continuativa e organizzata richiede una posizione fiscale, e l'inquadramento va scelto con un professionista.

    Due punti pratici che riguardano da vicino chi vola: non esiste un codice di attività dedicato alle operazioni con drone, quindi il codice deve descrivere il servizio che vendi - riprese, rilievi, ispezioni - e va verificato sulla classificazione vigente; la polizza per uso professionale è un'altra cosa rispetto a quella ricreativa, con costi indicativi che salgono da qualche decina a qualche centinaio di euro l'anno. Apri quando i ricavi esistono, non quando esiste l'intenzione.

Arrivato in fondo

Hai due attestati, un mezzo che ti fa lavorare vicino alle persone, tre casi da mostrare e una posizione fiscale in ordine. Resti dentro la categoria Open, il che significa nessuna autorizzazione da chiedere e nessun manuale delle operazioni da redigere: è il punto di equilibrio migliore per chi non vuole fare del drone il proprio mestiere unico.

Il passo successivo esiste, ma è un salto vero e non un gradino: si chiama categoria Specific e comincia dal percorso professionista.